Test di Latenza del Mouse: Stabilità dell’Input
Questo test misura la variazione degli intervalli con cui il mouse consegna gli eventi al browser, non la latenza hardware dal clic al fotone.
Quando qualcuno dice che il mouse «va a scatti», raramente pensa a un numero preciso di millisecondi: intende che il tracciamento risulta irregolare, che il cursore si impunta dove dovrebbe scorrere, o che un clic sembra arrivare in ritardo, ma solo ogni tanto. Questa sensazione ha un nome tecnico, jitter degli input, e un browser può davvero osservarla. Lo strumento registra l'orario di ogni evento ricevuto e calcola quanto quegli intervalli si discostano tra loro.
Il risultato è un ritratto della regolarità dell'intera catena di input: porta USB, cavo o ricevitore wireless, driver di sistema, gestione energetica e browser stesso. Se tutto funziona bene gli intervalli sono quasi identici e la variazione resta minuscola. Se invece un processo in secondo piano divora la CPU, oppure un profilo di risparmio energetico limita la macchina, la variazione sale e la tabella dei risultati lo mostra subito con chiarezza.
Come funziona questo test
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Come interpretare il risultato
Gli intervalli qui sotto descrivono la variazione misurata tra intervalli consecutivi di eventi, non la latenza complessiva del sistema. Confrontaci il tuo valore per capire se vale la pena indagare oltre.
| Variazione misurata | Che cosa indica | Causa possibile |
|---|---|---|
| < 1 ms | Input molto stabile, gli eventi arrivano con una cadenza quasi perfetta | Nulla da correggere; la catena di input si comporta esattamente come deve |
| 1–2 ms | Stabile, del tutto normale su una macchina in buona salute | Normale fluttuazione del sistema; non è richiesto alcun intervento |
| 2–4 ms | Lieve irregolarità, percepibile solo nei movimenti molto fini | Carico del sistema o browser occupato con altre schede e attività |
| 4–8 ms | Irregolarità evidente, il tracciamento può risultare discontinuo | Processi in secondo piano o profilo di risparmio energetico attivo |
| > 8 ms | Input molto instabile, con scatti e vuoti netti tra un evento e l'altro | Problema di USB, driver, batteria scarica o browser sovraccarico |
Perché la stabilità degli input è importante
La latenza complessiva che percepisci è la somma di più tratti, e ciascuno porta il proprio contributo. Il polling rate stabilisce ogni quanto il mouse invia una nuova posizione; la frequenza di aggiornamento del monitor stabilisce ogni quanto quella posizione può comparire a schermo; il tempo di rendering del gioco o dell'applicazione aggiunge la sua parte; e la coda dei fotogrammi può accumulare immagini già calcolate in attesa del proprio turno. Nessuno di questi tratti è visibile da una pagina web, ed è proprio per questo che nessuna pagina web può darti il totale.
Il jitter degli input conta comunque moltissimo. Il cervello si adatta bene a un ritardo costante: se tutto arriva sempre dodici millisecondi più tardi, impari a compensare senza nemmeno accorgertene. Ciò che non si compensa è un ritardo che cambia da un istante all'altro, perché rompe la previsione motoria su cui si regge la precisione della mira. Una configurazione più lenta ma perfettamente regolare risulta spesso più piacevole di una più rapida e però discontinua.
Conviene sapere anche che cosa falsa la lettura. Un antivirus in scansione, un download in corso o un editor video lasciato aperto gonfiano la variazione senza alcuna colpa del mouse. Le modalità a batteria e i piani di risparmio energetico abbassano la frequenza della CPU e distanziano gli eventi. Infine gli hub USB, o le porte che condividono il controller con tastiera, webcam o disco esterno, creano vuoti irregolari che spariscono non appena il mouse ottiene una porta tutta sua.
Consigli per una misurazione affidabile
- Chiudi le schede pesanti e le applicazioni che lavorano in secondo piano prima di iniziare: un browser con venti schede attive falsa il risultato più di qualsiasi mouse.
- Collega il mouse direttamente a una porta del computer ed evita gli hub USB, soprattutto quelli che condividono il controller con dischi esterni o webcam.
- Sul portatile collega l'alimentatore e scegli il profilo a prestazioni massime: i piani di risparmio distanziano gli eventi e gonfiano la variazione misurata.
- Con un mouse wireless controlla il livello della batteria e avvicina il ricevitore, perché molti modelli riducono in silenzio il polling rate quando la carica scende.
- Ripeti la prova tre o quattro volte lasciando qualche secondo tra un tentativo e l'altro, e fidati della tendenza generale più che di una singola misurazione.
- Muovi il mouse in modo continuo e a velocità moderata per tutta la durata: fermate improvvise e scatti bruschi creano vuoti che non rispecchiano l'uso reale.
Domande frequenti
Posso misurare la latenza reale del mio mouse con questa prova?
No, ed è meglio dirlo apertamente. La latenza reale va dal clic fisico al fotone emesso dal monitor e attraversa firmware, trasporto USB, sistema operativo, GPU e pannello. Un browser osserva soltanto un tratto intermedio già elaborato. Per misurare l'intero percorso serve hardware esterno di tipo LDAT, oppure una telecamera ad alta velocità che riprenda mouse e schermo nello stesso momento.
Che cosa mi dice allora esattamente il numero che vedo?
Ti dice quanto variano gli intervalli tra eventi consecutivi del mouse nel momento in cui raggiungono il browser. Se i vuoti sono quasi uguali il valore resta basso e il tuo input è regolare. Se alcuni si allungano e altri si accorciano il valore sale e qualcosa sta interrompendo il flusso. È una misura di regolarità, non di velocità assoluta.
Un valore alto significa che il mouse è guasto?
Raramente. Nella maggior parte dei casi la colpa è dell'ambiente: processi in secondo piano, browser carico, un piano di risparmio energetico aggressivo o un hub USB congestionato. Prova prima un'altra porta, con il portatile collegato alla corrente e le applicazioni pesanti chiuse. Se la variazione resta alta in tutti questi scenari, allora vale la pena controllare cavo, ricevitore o driver.
Il polling rate del mouse influisce sul risultato?
Influisce sull'intervallo di base tra gli eventi, perché una frequenza più alta significa vuoti più brevi. Ma questa prova non misura quell'intervallo, ne misura la regolarità. Un polling rate modesto e costantissimo può ottenere un punteggio migliore di uno altissimo il cui flusso viene continuamente interrotto dal sistema. Stabilità e frequenza restano due proprietà distinte.
Il risultato è uguale su qualsiasi browser?
Non sempre. Ogni browser raggruppa e consegna gli eventi del puntatore in modo un po' diverso, e alcuni limitano la precisione dei timer per motivi di privacy. Le estensioni attive aggiungono poi il proprio ritardo di elaborazione. Se vuoi confrontare due configurazioni, esegui sempre la prova nello stesso browser e con lo stesso profilo di estensioni.